Differenze tra stampa digitale e stampa offset – seconda parte

Ieri ci eravamo lasciati dopo aver analizzato il primo dei fattori determinanti per la scelta dal tipo di stampa migliore per le nostre esigenze: il costo/copia. Ora ci soffermiamo su altri due fattori importanti: i tempi e la qualità.

I tempi di consegna sono un problema da sempre per il cliente di una stamperia. Si vuole sempre tutto e subito. In riferimento a questo (e soprattutto per tirature medio-basse) la stampa digitale è decisamente migliore.

Non solo la stampa digitale è meglio per quanto riguarda i tempi di avviamento e tiratura, ma anche per un altro aspetto che i più non considerano: lo stampato appena uscito dalla macchina da stampa è immediatamente lavorabile (ad esempio per il taglio, la piega e per le altre lavorazioni) in quanto non necessita di attendere che l’inchiostro si asciughi.

La qualità di stampa è normalmente più alta nella stampa offset, anche se negli ultimi anni le nuove generazioni di macchine digitali hanno raggiunto degli alti livelli qualitativi ottenendo dei prodotti difficilmente distinguibili da quelli stampati in offset. Per alcune tipologie di prodotti, dove l qualità richiesta è inferiore (basti pensare ai grandi poster da affissione o ai teli in PVC) la stampa digitale la fa da comunque d padrona.

Ora che abbiamo analizzato i principali fattori che influenzano la scelta del procedimento di stampa migliore per i nostri prodotti da stampare (quantità, costi, qualità e tempi) dobbiamo analizzarli tutti in contemporanea in quanto sono tutti interdipendenti tra loro.

Per questo propongo di valutare a titolo esemplificativo alcuni concreti esempi di lavori da analizzare. Questo però lo faremo la prossima volta.

Differenze tra stampa digitale e stampa offset – prima parte

Devo stampare un volantino, un depliant, un manifesto: è meglio stampare in offset o in digitale? Questa è una domanda che spesso viene posta. Prima di dare una risposta vediamo di analizzare bene il problema.

Normalmente le caratteristiche da considerare quando si deve decidere con che sistema stampare sono quattro:

  1. tiratura;
  2. qualità;
  3. costi;
  4. tempi.

Dalla combinazione di questi fattori deriva la possibilità di scelta verso l’uno o l’altro sistema.

I casi più facili sono quelli estremi: ad esempio se mi servono 10 copie di un opuscolo di 24 pagine è probabile che scelga la stampa digitale; viceversa le 20000 copie di un pieghevole le stamperò in offset. C’è però tutta una zona nella quale la scelta va fatta di volta in volta analizzando bene tutti i fattori.

Per quanto riguarda la tiratura non la dobbiamo considerare come un valore assoluto, ma va considerata in rapporto con i costi. Da qui il concetto di costo/copia che è tanto importante per prendere una decisione finale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo abbassamento del costo/copia per la stampa offset per tirature sempre più basse. Questo è dovuto principalmente all’avvento sul mercato delle macchine da stampa offset di nuove attrezzature che offrono tempi di avviamento ridottissimi e di controllo sulla qualità dello stampato in tempo reale anche a basse tirature.

Parallelamente, per quanto riguarda la stampa digitale, si è verificato un innalzamento della soglia oltre la quale il costo/copia non è più conveniente.

Per questo abbiamo assistito ad un ampliamento della zona nella quale per scegliere il tipo di stampa dobbiamo prendere in considerazione altri fattori. Questo lo analizzeremo domani.

Heidelberg, primo risultato positivo dopo due anni

Il produttore tedesco di macchine offset Heidelberg ha annunciato un risultato operativo positivo per l’esercizio finanziario 2010/2011, dopo due anni di recessione economica.

Il primo di aprile scorso il CEO di Heidelberg, Bernhard Schreier, ha annunciato

Siamo riusciti a aumentare notevolmente il nostro fatturato e gli ordini e ciò significa che siamo sulla giusta strada verso il successo a lungo termine.

Gli ordini sono arrivati ad un totale di 2,757 miliardi di euro, un aumento del 16%. Il fatturato è passato da 2,629 miliardi dell’anno precedente a 2,629 miliardi di euro, con una crescita del 14%.

Tuttavia è prevista una perdita dei risultati netti di circa 130 milioni di euro a causa degli importanti costi legati alla ristrutturazione del gruppo.

Il cash flow disponibile è in forte aumento, da 62 milioni dell’anno precedente, si è attestato attorno ai 75 milioni di euro.

Attualmente il gruppo impiega 15.828 persone, in diminuzione rispetto alle 16.496 dell’anno precedente.

Schreier ha aggiunto:

Grazie alla partnership strategica con Ricoh, la posizione di leadership che Heidelberg detiene nel mercato della stampa offset verrà rafforzata in futuro dall’offerta di soluzioni di stampa digitale.

Konica Minolta ottiene la certificazione “Fogra Validation Printing System”

La certificazione “Fogra Validation Printing System” è stata conseguita ai sistemi di stampa digitale Konica Minolta bizhub PRESS C7000 e bizhub PRESS C8000.

Questa certificazione definisce, attraverso le norme ISO 12647-8, gli standard di realizzazione delle opere stampate.

La certificazione è rilasciata a livello internazionale in modo esclusivo ai prodotti che riescono a superare le più rigorose prove di cromia, resa cromatica e lucentezza.

I sistemi di stampa digitale a colori Production Printing bizhub PRESS C7000 e bizhub PRESS C8000 hanno ottenuto la certificazione in combinazione con i controller Fiery IC-306 e CREO IC-307 e con l’ultima versione del software “Color Care”, che è stato sviluppato da Konica Minolta.

Cos’è la stampa digitale?

Per stampa digitale sono considerati tutti quei procedimenti di stampa dove la stampa è ottenuta attraverso procedimenti elettronici. I procedimenti sono molteplici e si differenziano sia per la tecnologia usata (laser, a led, ecc…) che per il tipo di inchiostro usato (liquido, in polvere, a cera, ecc…).

I vari tipi di stampa digitale si differenziano in base:

  • alla qualità della stampa;
  • alla velocità;
  • ai tipi di supporti sui cui può stampare;
  • al costo finale della singola copia.

La combinazione di tutte queste caratteristiche genera moltissime attrezzature che rispondono alle più svariate esigenze. Si va dalle macchine adatte per stampe di alta qualità, ma a velocità inferiori e a costi elevati alle macchine di qualità più basse, caratterizzate da elevate velocità e da costi contenuti, e a tutte le gradazioni intermedie.

Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di offerte di stampa digitale che ha dato la possibilità di stampare anche quantità basse di stampati a un costo accettabile, altrimenti impossibile da ottenere con i tradizionali procedimenti di stampa.

Anche la qualità della stampa digitale negli ultimi anni si è progressivamente alzata, non andando però a discapito di un aumento dei prezzi.

Così che la stampa digitale è entrata in concorrenza con i tradizionali procedimenti di stampa per tirature sempre più elevate, offrendo un prodotto di qualità eccellente.

Printing e Converting: fatturato a due cifre grazie all’export


Buone notizie
dai produttori italiani di macchine grafiche, cartotecniche e di trasformazione. Nel 2010 il fatturato ha avuto un notevole incremento (+14,7%), ancora più positivo se paragonato alle forti flessioni degli anni passati dovute anche alla gravissima crisi finanziaria ed economica internazionale.

Gli investimenti sono finalmente tornati ad aumentare, si avverte una decisa stabilità occupazionale e la bilancia commerciale del settore promette un saldo positivo: sono tutti segnali di una netta inversione di rotta.

Felice Rossini di ACIMGA

Il motore di tutto questo cambiamento è stato l’export, aumentato in un solo anno di bel il 19,7%, riportando così la quota incidente sul fatturato totale al 79,1%.

Felice Rossini, presidente di ACIMGA, l’associazione confindustriale che raggruppa i costruttori italiani del settore, commenta:

I risultati del nostro comparto ci confortano anche se dobbiamo sottolineare che la ripresa, seppur consistente, si attesta ancora ad un livello inferiore a quello pre-crisi. Il settore è stato tra quelli della meccanica strumentale che meglio ha fronteggiato le difficili dinamiche congiunturali. I nostri imprenditori hanno saputo mantenere quote di mercato e cogliere le opportunità dei paesi emergenti come dimostrano i dati del nostro export. Basti pensare che la Cina è diventato il secondo mercato di sbocco del settore, dopo gli USA.

Le attese per il 2011 sono positive, e, nonostante un aumento del costo delle materie prime, si dovrebbe anche quest’anno chiudere positivamente.